11/12/2017

UN COLPO AL CERCHIO E UNO ALLA BOTTE

cacca

La filosofia politica dell’Amministrazione di Asolo: mettere d’accordo tutti cercando comunque di farsi i cazzi propri. Il P.A.T. ne è solo un esempio.

In Italia siamo perlopiù abituati a segnare con una crocetta la scheda elettorale per poi disinteressarsi di come gli amministratori eletti – anche e soprattutto in sede locale – gestiscono la cosa pubblica e con essa il bene più prezioso che gli viene consegnato, il nostro territorio; è per questo motivo che gli interessi di pochi prevalgono spesso e (mal)volentieri su quelli di tutti, con il risultato – tra le altre cose – di  deturpare i nostri bei paesi.

 

A volte, però, succede che davanti ad un palese abuso del mandato elettorale – ovvero di chi si trincera dietro al banale fatto di essere stato eletto (come se ciò lo legittimasse a far quel che più gli pare) – i cittadini si destano dal tepore in cui di solito cadono tra una tornata elettorale e l'altra, alzano la testa e hanno l'ardire di chiedere ai loro amministratori come stiano gestendo il proprio Comune. E' quello che negli ultimi mesi è accaduto ad Asolo dove la Giunta leghista guidata dal Vicesindaco Federico Dussin ha preteso e tentato di fare adottare dal Consiglio Comunale il nuovo Piano di Assetto del Territorio senza alcun preventivo confronto con le forze di minoranza e soprattutto con la cittadinanza. Di qui la levata di scudi delle categorie economiche, delle associazioni e ovviamente degli Asolani, subito riuniti nel Comitato “Asolo Viva”, contro l'adozione non condivisa di un Piano che programma e prevede l'attività edificatoria da qui fino ai prossimi lustri andando ad incidere – fuor di retorica – anche sui destini delle future generazioni perché un provvedimento che dice dove, come, quanto e cosa costruire non può che influenzare, oltre che l'assetto del territorio (già ampiamente logorato come ha ricordato il Fondo Ambiente Italiano al Sindaco in data 8 maggio u.s.), anche le attività economiche e lo stile di vita di chi in quel territorio vive.

E così la sera del 10 aprile scorso gli Asolani hanno rovinato i piani della propria Giunta, sicura di portare a casa il risultato a colpi di maggioranza, gridando il loro deciso “no!” contro la mancata concertazione di un P.A.T. che va a prevedere, oltre che una nuova area industriale e commerciale lungo la S.P. Marosticana, comunque un ingentissimo carico urbanistico in tutto il territorio comunale distribuito “a macchia di leopardo” senza alcuna ragione logica.

La protesta ha avuto eco sulla stampa locale, nazionale e – considerato l'appeal turistico di Asolo – anche suinewspapers inglesi sino ad arrivare a trovare i propri sponsor – solo per citarne alcuni – in Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi, Gian Antonio Stella e Corrado Clini (che in quei giorni era Ministro dell'Ambiente).  A questo punto l'Amministrazione asolana – convinta di effettuare il proprio blitz ma invece trovata, come si suol dire, con le dita nella marmellata – ha dovuto rinviare l'adozione del Piano “per un eccesso di democrazia” (sì, avete letto bene), ha dichiarato pubblicamente  il Sindaco Loredana Baldisser, e quindi per spiegare ai cittadini il P.A.T., le modalità con cui intendeva adottarlo, perché i professionisti di cui risulta la firma nel progetto hanno disconosciuto il medesimo e, infine, perché l'amministratore delegato della Replay ha preso le distanze dalle voci che davano l'azienda dietro alla speculazione edilizia da effettuare accanto al proprio stabilimento.

Tale confronto non v'è mai stato: non solo nessun amministratore si è presentato al pubblico dibattito organizzato da Asolo Viva il 15 maggio scorso e al Consiglio comunale straordinario del 9 maggio, convocato su richiesta dei consiglieri di minoranza per discutere del pianoe tantomeno avanti al Commissione Urbanistica Provinciale che ha chiesto di vedere un po’ più chiaro su questo troppo chiacchierato P.A.T. .

Risultato? Gran odore di letame nei pressi della Giunta comunale per la figura rimediata in merito al P.A.T. e immediato dietrofront dopo una bella strigliata da parte dei vertici leghisti che non hanno certamente digerito l’operato dei loro “adepti” asolani: il P.A.T. – mai discusso con i cittadini nonostante le promesse in tal senso da parte di Dussin&Baldisser – è stato messo in congelatore in attesa di tempi migliori, con la scusa che fosse necessario chiarire la circostanza (solo formale e non sostanziale) delle firme false dei progettisti; come se apporre una firma posticcia al piano da parte di chi ha pacificamente ammesso di non avere mai partecipato alla sua stesura (il Prof. Mancuso) possa trasformare lo sterco in cioccolata…

In effetti una “ritoccatina” a questo P.A.T. andrà data.

 

All’incontro tenutosi a Pagnano lo scorso 11 luglio – organizzato da Asolo Viva – è comparso il Vice Sindaco Dussin, a suo dire intervenuto solo come privato cittadino e pertanto rifiutando assolutamente alcun tipo di confrontopubblico, il quale si è comunque si è lasciato sfuggire che qualcosa nel P.A.T. verrà cambiato; ma alla domanda specifica su cosa verrà previsto Dussin ha risposto che sarà una sorpresa…. Una sorpresa!!!????

Il problema di questi amministratori è che non hanno assolutamente lume di cosa voglia dire governare un comune.

 

Il Piano di Assetto del Territorio andrebbe prima discusso con i cittadini e le categorie imprenditoriali e dei lavoratori (che di sorprese ne ricevono già tante…) e poi portato in Consiglio; sempre che discutere prima di decidere non sia da considerarsi un eccesso di democrazia….

E ora cosa accadrà? Quasi certamente il P.A.T. griffato Dussin&Baldisser non verrà approvato; dovrà ricevere delle robuste correzioni in termini di filosofia generale dello stesso, essere discusso con la cittadinanza e adottato dalla prossima maggioranza che – è quanto mai ovvio – non sarà quella attuale.

Invero, i nostri attuali amministratori torneranno (tutti tranne uno….) a fare quello che facevano prima e il centrodestra cittadino tenterà una patetica reunion Forza Italia – Lega Nord, così sconclusionata da tornarsene a casuccia con le pive nel sacco.

 

Almeno questo è il personale augurio che mi sento di fare a chi ha partecipato a questo tentato scempio territoriale.

Viva Asolo!

 

 

Gianmarco Zaniol

happy wheels game

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